A Modenantiquaria premiata la qualità
L’antico resiste e si rinnova. Una direzione ben seguita da Modenantiquaria, storica mostra mercato giunta quest’anno alla 37esima edizione. Un appuntamento che si è contraddistinto per un buon riscontro di vendite, a detta di vari operatori, soddisfatti per l’organizzazione della manifestazione da parte di ModenaFiere, guidata dall’amministratore delegato Marco Momoli, e per il buon afflusso di pubblico, facilitato dalla posizione strategica negli spazi del quartiere fieristico.
«Modenantiquaria sa coniugare l’alto livello della qualità offerta a un aspetto pop, dato che la gamma di oggetti e opere d’arte consente di fare acquisti da poche migliaia di euro per arrivare fino a vette di qualche milione, anche se in genere l’esborso medio per opere significative si attesta fra 40 e 60mila euro», commenta Pietro Cantore, art consultant di Modenantiquaria e tesoriere dell’associazione Antiquari d’Italia. Nel suo stand sono stati venduti un olio su tela di Simone Cantarini, Lot e le figlie, dalla blasonata collezione Aldobrandino Rangoni Machiavelli (il prezzo di richiesta era 180mila euro), un dipinto su rame di Sebastiano Conca e una tela ottocentesca di Gaetano Chierici (qui i prezzi erano 30 e 20mila euro). Una cifra superiore a centomila euro l’ha ottenuta già la sera dell’inaugurazione una Madonna con il bambino in braccio del pittore emiliano di fine XVII secolo Benedetto Gennari, ideata quando l’autore si trovava alla corte inglese degli Stuart, proposta da Giusti Antichità. Lo stesso gallerista ha trovato un acquirente anche per un San Pietro di Giuseppe Maria Crespi, per due dipinti del pittore genovese del Settecento Alessandro Magnasco, per una scultura di Giuseppe Graziosi, artista modenese di fine XIX secolo esposta alla Biennale di Venezia, e per alcune scatole laccate veneziane del XVIII secolo, queste ultime a cifre inferiori a 10mila. Nell’ambito della scultura la galleria Longari segnala una trattativa avanzata in corso per un busto di Madonna con Bambino della cerchia di Lorenzo Ghiberti, prima metà del Quattrocento, in stucco policromato e dorato e ottime condizioni di conservazione. Il vedutismo continua a godere del favore del mercato, anche internazionale e l’apprezzamento del genere è ribadito da Lampronti gallery, che ha venduto due vedute veneziane del XVIII secolo.
Il pubblico della manifestazione si è confermato prevalentemente nazionale, anche se non sono mancate presenze europee. A fare visita agli spazi condivisi delle gallerie di Carlo Orsi e Maurizio Nobile sono stati almeno una decina i collezionisti stranieri. Un particolare interesse qui è stato espresso per un inedito ritratto di età neoclassica attribuito al pittore francese Jacques Antoine Marie Lemoine (proposto da Nobile per 110mila euro) e per un dipinto con soggetto Pastorale del bolognese Marcantonio Franceschini (presentato da Orsi con richiesta di 280mila). Vivace l’attenzione infine sull’Otto e Novecento. La galleria Antonacci Lapiccirella ha venduto un Autoritratto dell’artista belga Clément Serneels, del 1935 circa, (fra 20 e 30mila) e ha in corso trattative per un dipinto di Thayaht, del 1925, mai proposto sul mercato e per una Natura morta di Ugo Celada da Virgilio. Un apprezzamento crescente sta poi riscuotendo Vittorio Matteo Corcos di cui Phidias Antiques ha venduto tre dipinti legati alla Belle Epoque. Forte attenzione infine per il lavoro di Ligabue, di cui la stessa galleria ha venduto un’opera rara del secondo periodo (1939-52), Il pifferaio magico. (riproduzione riservata)




